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October 28 Perla!La perla...C’era una volta una conchiglia... Se ne stava in fondo al mare cullata dalle onde, sfiorata dal passaggio sinuoso di pesci colorati e cavallucci marini, fino a quando...una tempesta giunse fino a lei, sconvolgendole la vita. La violenza delle onde la capovolse più e più volte facendola girare, rotolare, urtare, trasportandola lontano fino a che, ammaccata e dolorante, si fermò. Stava cercando di capire dov’era finita quando, improvvisa, una fitta allucinante la trapassò. Che stava succedendo ancora? Ah..ecco! Attraverso le valve, nello stravolgimento di prima, era riuscito ad intrufolarsi un sassolino che, pur piccolo, aveva contorni spigolosi ed appuntiti. Sulla carne viva faceva proprio male... La conchiglia provò a muoversi ed a "sputarlo" fuori, ma senza risultato. Tentò e ritentò anche nei giorni seguenti. Il dolore non passava. Pianse, e pian piano le sue lacrime ricoprirono il sassolino. Strano, il dolore iniziava ad attenuarsi. Cercò ancora di eliminarlo, ma ormai faceva parte di lei. Tra le maglie della rete, assieme ai pesci, un pescatore vide una conchiglia. La aprì e, meraviglia, si trovò tra le mani ruvide e callose una perla bellissima, rilucente. La girò e rigirò: perfetta! I pescatori sanni che ogni perla ha una storia da raccontare e...l’accostò all’orecchio. Ascoltando, ripensò alla sua vita. Quante tempeste aveva attraversato, quante solitudini, quanto dolore e rabbia e ribellione... Quante lacrime si erano mescolate alle gocce del mare! Ma proprio quelle lacrime erano riuscite a compiere il miracolo anche dentro di lui. Una perla frutto del dolore, della rinuncia, della pazienza, di quel "sassolino" che ti entra dentro e non riesci più a buttar fuori; una perla capace di donare luce a chi si avvicina... Il pescatore guardò quel miracolo racchiuso nella mano, guardò la sua luce, alzò il viso al cielo terso, e limpido sorrise September 13 piccla verità...Aggiungo questa piccola verità dettami dalla dolcissima chicca...x dare a tutti la possibilità di leggerla...grazie Chicca....sei un tesoro!
RAGIONE, STAGIONE O PER SEMPRE? UNA GRANDE VERITA'...... Sarà interessante la tua risposta. Fa' attenzione a ciò che leggi . Quando avrai finito, capirai il motivo per cui ti è stata mandata. Alcune persone entrano nella tua vita per una ragione, altre per una stagione, altre per sempre. Quando scoprirai quale di queste tre, saprai anche cosa puoi fare per queste persone. Quando qualcuno entra nella tua vita per una RAGIONE, di solito lo fa per venire incontro a un bisogno che tu hai espresso. Arriva per assisterti nel superare una difficoltà, per portarti guida e sostegno, per aiutarti fisicamente, emotivamente o spiritualmente. Può sembrarti mandato da Dio e magari lo è. C'è per la semplice ragione che tu hai bisogno che ci sia! Poi, senza che tu ti comporti male nei suoi confronti, oppure nel momento meno opportuno questa persona dirà o farà qualcosa che porterà il vostro rapporto a una fine. Può tradire. Può andarsene. Può costringerti col suo comportamento a prenderti una pausa. Quello che dobbiamo capire è che il nostro bisogno è stato soddisfatto, il nostro desiderio è stato realizzato, il suo lavoro è finito. La preghiera che avevi rivolto è stata esaudita e ora è tempo di guardare avanti. Alcune persone entrano nella tua vita per una STAGIONE, perché è arrivato il tuo turno di condividere, crescere o imparare. Ti fanno vivere un'esperienza di pace, oppure semplicemente ti fanno credere. Possono insegnarti qualcosa che non hai mai fatto. Di solito ti regalano un'incredibile gioia. Ma solo per una stagione! Chi entra nella tua vita PER SEMPRE lo fa per insegnarti cose che contribuiscono a darti una solida base emotiva. Il tuo lavoro è di accettare la lezione, amare questa persona e mettere ciò che hai imparato al servizio di tutte le altre relazioni e gli ambiti della tua vita. Si dice che l'amore è cieco, ma l'amicizia è chiaroveggente. Grazie per essere una parte della mia vita, sia che tu lo sia stato per una ragione, una stagione o per sempre! March 05 8 marzo..
February 13 stranezze dal web!!!!Perché sulla punta dell'albero di Natale c'è un piccolo angelo? Barzelletta del momento :
Un treno regionale, dopo un gran tonfo, si ferma molto bruscamente in aperta campagna. Rimane fermo per parecchi minuti. Un viaggiatore, stufatosi per la lunga attesa, scende dal treno per andare a chiedere spiegazioni. Appena sceso dalla carrozza incontra proprio il capotreno. Inveendogli contro: - Ma insomma, si può sapere cosa diavolo è successo? - Niente, abbiamo investito una mucca! - Stava sul binario? Il capotreno in tono sarcastico: - No... la siamo andata a rincorre' in mezzo ai campi...
puzzetta rovente...ki ha una sigaretta??
lingua biforcuta!!!!!bleahhhhhhhhhh......
Ecco cosa succede a chi nn taglia le unghie....che schifezza!!!!
Barzelletta del momento :
Una donna va dal sessuologo: - Sa dottore, non è per me, ma per mio marito, sembra che perda colpi, non riesce più a concludere niente. Mi aiuti... non so più cosa fare! - Si spogli signora. - Ma... è per mio marito non per me! - Non si preoccupi signora... farò diventare suo marito un TORO!!! - Mi fa molto piacere dottore... ma... perché mi devo spogliare io? - Signora cara... lo vuole far diventare un toro? E allora tanto per cominciare gli facciamo le corna...
Barzelletta del momento :
Un distinto professionista, armato di valigetta ventiquattrore e
January 21 per Andrea...Devo per forza copiare ed incollare un intervento di un mio caro pazzo Amico Andrea perchè fà spaccare troppo dalle risate...dunque:
ALL'INVENTORE DEL T9
Il maschiO della mantide religiOsa nOn puO’ accOppiarsi finché la sua testa è attaccata al cOrpO. La femmina dà iniziO all'accOppiamentO decapitandO il maschiO. ["TesOrO, sOnO a casa, metti la testa sul ceppO che stasera hO vOglia.."] December 21 buon dì e buon natale
Buon Giorno a tutti....è da un pò ke nn scrivo nel mio blogguccio così,di buon mattina,eccomi qui. Ho finalmente fatto tutti i regali di Natale...marò ho speso un botto 500 euro...stò Natale mi ha rovinato ahahahah...scherzo !invece è bello lo shopping natalizio... Con il mio piccolo e la mia migliore amica paperotto i regali li ho già scambiati troppo difficile averli sotto l'albero e resistere e vabhè pazienza...i regali ricevuti li comunico dopo Natale!!!Nel frattempo se nn ci leggiamo vi auguro Buon Natale vi auguro di trascorrere delle belle feste...di avere tanta serenità dentro...e di prepararvi al 2007 con la persona amata ad un anno da sballo!!!
December 17 raga k flash!!!Sneocdo uno sdtiuo dlel'Untisverià di Cadmbrige, non irmptoa cmoe snoo sctrite le plaroe, tutte le letetre posnsoo esesre al pstoo sbgalaito, è ipmtortane sloo che la prmia e l'umltia letrtea saino al ptoso gtsiuo, il rteso non ctona. Il cerlvelo è comquune semrpe in gdrao di decraifre tttuo qtueso coas, pcheré non lgege ongi silngoa ltetrea, ma lgege la palroa nel suo insmiee... vstio? Sneodco voi, csoa czazo si funamo a Cadmbrgie?!!
![]() December 08 8 DICEMBREDecember 07 mi lasciate un commentinoooooooooo
Buon Giorno,stamani ho accesso il pc ho notato con piacere le mie quasi 200 visite..però cavolo sopra 200 persone passate da qui,solo pochi e rari hanno lasciato un commentino....sono proprio delusa...hey voi nuovi visitatori per favore potete rallegrare sto blog con qualke commentino sul lavoro fatto ogni giorno per rendere carino sto blog????Grazie!!!!.
December 06 natale 2006![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]()
"La vera storia di Babbo Natale" ·
Come lo conosciamo tutti, oggi, Babbo Natale si veste con un abito ed un cappello di color rosso fuoco bordato da una pelliccia bianca che sembra quasi neve, porta i regali a tutti i bambini buoni del mondo con la sua slitta trainata da renne nella notte più magica dell’anno, entra dal camino per lasciare i doni sotto l’albero addobbato per l’occasione. E’ indubbiamente il personaggio più amato dai bambini….anche se molto spesso capita che fa sognare anche i grandi. · Ma qual è la sua vera storia? Nel 1931 il famoso marchio “Coca cola” gli ha dato l’aspetto che tutti conosciamo grazie alla mano di Haddon H. Sundbolm ed è così che la leggenda divenne più concreta. Questa leggenda però ha inizio molti e molti anni prima, stiamo parlando di San Nicola di Mira, personaggio cristiano appartenente alla tradizione medioevale. · Il nome americano di Babbo Natale è Santa Claus, derivante dal latino Sanctus Nicolaus, ovvero San Nicola. Proprio gli americani hanno cercato diffondere, non solo per scopi commerciali, queste usanze derivanti da antiche tradizioni. In Europa queste tradizioni le ritroviamo proprio nelle gesta del vescovo di Mira (attualmente la città si chiama Dembre e si trova in Turchia) e della Befana, famosi e ricordati perché rivestivano e rivestono tutt’ora la funzione di distributori di doni. Non si riesce a datare la vita di San Nicola in modo da verificare che fu realmente esistito, ma nel Medioevo era un santo molto venerato. Ad ogni modo la grandezza dei suoi miracoli era famosa ed apprezzata dalla Groenlandia alla Russia, terra di cui è protettore, fino a Canterbury in Inghilterra. I Vichinghi gli dedicarono anche una cattedrale. · San Nicola è protettore di bambini, ragazze e studenti , tutti facenti parte dei suoi miracoli, il più conosciuto dei quali, nel suo nome, è quello narrato dal greco Michele Archimandrita (sec. IX): un padre che, ridotto alla disperazione dalla grave situazione nella quale viveva, decide di far prostituire le tre giovani figlie. San Nicola interviene per tre volte, lanciando all’interno della casa, un sacchetto d’oro. Grazie a questo, il padre riuscirà a dare in moglie ognuna delle tre figlie, allontanandole dal peccato. San Nicola è protettore degli studenti nel racconto, rappresentato in vari drammi latini, conosciuto come i Tre chierici, in cui tre giovani, derubati e uccisi da un oste, vengono resuscitati dal santo. Il destino di San Nicola/Santa Claus sembra spesso essere legato ai mezzi di comunicazione, e fu proprio un’historia composta da Reginoldo di Eichstätt (sec. X) - corredata da una melodia gregoriana che all’epoca riscosse notevole successo e valse all’autore la nomina a vescovo, nel 966 - che contribuì a decretare la supremazia del santo. Da allora Nicola e la sua liturgia cominciarono a entrare prepotentemente nelle scuole, nei cori, nei monasteri. Chi si opponeva poteva essere punito dal santo stesso, come accadde al priore Iterio, del monastero di Sens. Questi, narra un manoscritto dell’XI secolo, attribuito a un monaco dell’abbazia di Bec in Normandia, si oppose con fermezza alla richiesta dei suoi cantori di introdurre la nuova liturgia, da lui considerata “opera da menestrello”. Ma una notte venne visitato da San Nicola che cominciò a percuoterlo “nel modo al quale al solito ricorrono i maestri per insegnare l’alfabeto a un ragazzo svogliato”. Sono già presenti qui, nel loro pieno sviluppo, le caratteristiche di Nicola, un santo che compare di notte, spesso in volo, e può elargire doni e punizioni. Le sue reliquie furono portate da Mira a Bari nel 1087, da li iniziarono ad aumentare a dismisura in tutta Europa sia i bambini chiamati Nicola, sia le chiese a lui dedicate. Nel 1130 l’immagine del santo finirà. · I vari vescovi di nome Nicola, in Francia, Germania e Inghilterra, continuarono a essere festeggiati dalla fine del Duecento - epoca alla quale risale la prima testimonianza che ne abbiamo, in Francia al XIX secolo, e l’anticipo della tradizione al 6 dicembre (giorno di San Nicola) non fece altro che raddoppiare la festa, che finiva col durare così quasi tutto il mese. · La fama di San Nicola cominciò a essere intaccata molto più tardi, con la Riforma. Il compito di donare regali venne allora attribuito al Chistkindel o Kris Kringle, Gesù Bambino, un’altra figura sacra molto più accettabile di quella dell’antico vescovo, un po’ troppo folcloristica e in odore di paganesimo per l’etica protestante. Questo, nonostante il fatto che i registri contabili di casa Lutero registrassero, fino al 1535, ingenti uscite per i regali ai suoi bambini, alla vigilia del 6 dicembre. Allontanato dalle chiese e dalle rappresentazioni sacre, San Nicola continuò a portare regali in molte zone europee, magari accompagnato da un servetto nero che recava un sacco pieno di doni e di fruste, il Nicodemo dei Paesi Bassi, da cui probabilmente è derivato lo Schwarzer Mann, l’uomo nero che ha terrorizzato, e continua a farlo, i bambini di mezzo mondo. · Così quando le navi degli emigranti, soprattutto olandesi, partirono per le Americhe, portarono con loro la tradizione di riti e credenze legati a San Nicola. In cerca di antiche identificazioni e nuovi nazionalismi nei vergini territori del Nuovo Continente, i coloni si strinsero attorno ai loro santi: San Nicola (Olandesi), Sant’Andrea (Scozzesi), San Patrizio (Irlandesi). Separandoli, però, dall’insieme di credenze di marca “papista” e salvandone solo gli aspetti esteriori e alimentari. Si continuò a festeggiare l’inverno e il Capodanno offrendo doni ai bambini, bevendo cherry e mangiando “i biscotti di San Nicola”, la cui figura si andava lentamente evolvendo nel Babbo Natale della Coca-Cola. Clement Moore, che nel suo “Una visita di San Nicola” (1848) conclude il processo di americanizzazione introducendo la famosa slitta trainata da renne. · Leggende e storielle a parte, l’importante è avere lo spirito giusto per vivere serenamente il periodo più bello dell’anno. Babbo Natale lo si può immaginare vestito di rosso a bordo di una slitta, o come un vecchietto con un consumato mantello marrone, un bastone e una lanterna, ma la verità è che ognuno di noi, ci creda o no, ha bisogno di sognare… e la magia del Natale è bello viverla ognuno come crede sia meglio, tutti hanno bisogno di sognare e il Natale è il pretesto migliore per farlo!
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